Spesso mi capita avere di richieste per una consulenza gratuita, la scusa è sempre la stessa: ”Tanto ti bastano 5 minuti, per te è facile sei un professionista!”
Ogni qual volta che ricevo un messaggio di richiesta gratuita vorrei rispondere “Hai mai provato ad andare da McDonald’s e chiedere 1 hamburger gratis (ne prepari così tanti cosa ti cambia regalarne uno…)?”

 

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Le possibilità per affrontare queste situazioni sono 3:

  1. Il commesso ti guarda con faccia perplessa e chiama il suo collega/responsabile facendoti ripetere la richiesta perchè non crede alle sue orecchie.
  2. Trovi un commesso che si immagina una situazione disastrata e buono di cuore che rischia di farsi licenziare e te ne regala uno caduto per terra. Se invece ti presenti anche il giorno dopo con la stessa richiesta o è un santo o ti  chiederà di allontanarti se non è stato licenziato prima.
  3. Il commesso felice della tua presenza e una voglia immane di risanarsi il karma dopo che ha ucciso un ragno che aveva morso sua moglie non ti da un panino ma due.

Esaminando le 3 opzioni il ragionamento dovrebbe essere semplice: avere un ristorante è un lavoro, come tutti i lavori e per questo deve essere riconosciuto e pagato. Una qualsiasi attività deve avere licenze, essere a norma con la legge, avere permessi da diversi enti. Paga contributi ai dipendenti, garantire un ambiente sicuro. Il tutto a investimento proprio e a proprio rischio con i non bassi oneri fiscali che il paese gli impone.
Se minimizziamo vendere un hamburger è una cosa semplice come toccare un tasto e avere un prodotto incartato per il cliente.

La seconda opzione è basata sul buon cuore del commesso che rischia il suo posto di lavoro. Anche se il periodo storico che viviamo è che se qualcosa è gratis lo utilizzano tutti e appena c’è da pagare anche solo 1€ si volatilizzano nel nulla.

 

La Terza opzione può accadere solo nei film della Disney o in mondo bello ma utopico.

Rifletti

Potresti dirmi che il panino è un qualcosa di fisico con dei costi per crearlo, invece una consulenza dici che è qualcosa che non puoi misurare che non ha costi…

Posso rispondere semplicemente che il mio vicino di casa che coltiva l’insalata grazie al sole e all’acqua piovana non ha valore il suo prodotto?

Io per dare qualsiasi consulenza mi sono formato, ho fatto test e studiato per anni. Ogni mese leggo dai 4 ai 5 libri, investo sulla mia formazione personale stando sempre aggiornato sulle novità per offrire sempre un prodotto innovativo e al passo.

Poi c’è il tempo che impiego per capire le attività altrui e per stilare un piano o ancora per far capire al cliente la via che consiglio e perchè.

Infine una consulenza di pochi minuti può diventare una consulenza di ore o ancor di più la responsabilità di un insuccesso o può sottrarre tempo alla mia crescita, a un altro cliente o a un mio amico o alla mia ragazza.

Al nocciolo della questione sta il fatto che ho dei costi fissi per dare una qualsiasi consulenza e per di più sempre in crescita, per questo che rinuncio alle consulenze gratuite.

 

Eccezioni

 

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Concludendo

Se hai bisogno di una consulenza gratuita le modalità te le ho date, altrimenti  chiedimi una vera consulenza contattandomi al form.

 

 

Erik Senesi
Digital Marketer